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ARTE E SCRITTURA
ARTE E SCRITTURA PROIEZIONI DELLA REALTÀ INCONSCIA DELL’UOMO
La scrittura e
l’arte sono entrambi test proiettivi, i quali rivelano il profondo del
soggetto che le produce. I contenuti inconsci vengono manifestati
attraverso la scrittura e la produzione artistica.
Nello specifico la
tela, la tavola, il muro sono i supporti,ma anche lo spazio nel quale si
manifesta l'intimo dell'artista pittore. Il segno è indice della energia
vitale, il colore è espressione dell’umore del profondo, la struttura
rivela le interconnessioni tra sogni e realtà. Già nella progettualità
di un’opera d’arte si riconoscono le simbologie universali che
accomunano gli uomini e si evincono i percorsi onirici effettuati.
Infatti, l’idea produce la forma, ma la forma che il pittore desidera
realizzare è già insita nel suo inconscio.
Inoltre, nei
dipinti di uno stesso artista, prodotti in tempi diversi, possono
esserci soluzioni pittoriche diversificate che il critico d’arte
classifica come percorso ed evoluzione e, pertanto, come risultati
diversi e sempre più evoluti. In realtà, se ben si analizza, esistono
delle costanti, delle ripetizioni, dei leitmotiv che perdurano per tutta
la vita.
Per quanto attiene
le correnti artistiche si può affermare che esiste una coralità nelle
epoche storiche che accomuna gli artisti di uno stesso periodo, in
quanto la rete sociale nella quale si trovano a vivere fa condividere, nelle linee essenziali, l’humor, le tendenze, le aspirazioni e gli
obiettivi del tempo. Ne è viva testimonianza, ad esempio,
l’universalismo religioso dell’epoca medioevale. Tale tensione emotiva
che portava ad un’ascesi universale la si legge sia nella corale
aggregazione spirituale, che produce opere pittoriche esclusivamente
riferibili al mondo religioso, sia nello spogliare le immagini
pittoriche di ogni possibile indice di realtà e di carnalità per
spingere la pittura verso la sublimazione più pura ed evitare ogni
possibile interferenza del mondo degli istinti. Si può dunque affermare
che nell’epoca medioevale sia a livello individuale, sia a livello
universale, si effettua una rimozione degli istinti a favore di una
forte tensione sublimante in direzione spirituale.
Perfino Giotto e
Masaccio, che faranno da ponte tra il Medioevo e l’Umanesimo, sono
considerati sì l’uno l’innovatore a favore di una nuova volumetrica
dimensione umana, l’altro l’antesignano di una nuova realtà drammatica
dell’uomo, ma nel contempo sono tuttavia ancorati a messaggi fortemente
spirituali, a testimonianza dell’ultimo strascico medioevale di
spiritualismo universale.
La scrittura gotica,
che si presenta in tutte le sue rigidità, costituite da tratti
discendenti assai premuti e da filetti molto angolosi, documenta
l’assoluta compostezza formale voluta dall’epoca medioevale.
Ben altro discorso
si deve affrontare nell’analisi della produzione pittorica
dell’Umanesimo e del Rinascimento: Un nuovo respiro ad ampio raggio,
dovuto alla centralità dell’uomo e alle sue possibilità di rivalsa
personali e di valorizzazione delle prospettive culturali e mercantili,
produce una svolta decisiva nell’arte. Si osserva una produzione di
argomenti religiosi visti in una dimensione più umana, quali santi e
sante che comunicano tra loro con gesti ed atteggiamenti di dignità, di
austerità, di signorilità consapevoli del loro compito umano e
religioso, madonne non più semplici icone da adorare, ma pregne di
sentimenti umani e che vivono una maternità serena e spontanea. Non più
immobili e indifferenti ai sentimenti dell’uomo, ma coinvolgenti ed
umane, che dialogano con gli astanti per sentimenti ed atteggiamenti.
Questo clima generale, in cui il valore individuale delle creature
viventi assume una pregnanza e un significato predominante, fa sì che i
contenuti pittorici si fanno mossi e densi di storie diverse, ma vere.
Nella produzione artistica laica, motivi documentano in pieno un'epoca
in cui le libertà personali e sociali vengono narrate con vigore e con
un’apertura che giunge all’estremo del trasgressivo e dello sfacciato.
Racconti mitologici, narrazioni cortesi, imprese guerresche, scene
familiari, interni nobiliari, ritratti di nobili, mercanti, scienziati,
uomini emergenti grazie alla loro intraprendenza personale e capacità
individuale. I colori della tavolozza medioevale moderati su tonalità
monocrome si arricchiscono di toni squillanti: tutte le gamme dei rossi,
degli aranci e dei gialli intensi, degli ocra e dei verdi brillanti,
degli azzurri e dei blu cobalto; tutti colori che richiamano la terra,
il cielo ed il mare nella loro realtà codificata dallo scandire delle
ore.
L’uomo osserva la
realtà che lo circonda e la riproduce, cogliendo in essa gli attimi
pulsanti della vita.
Nella scrittura del
Rinascimento cominciano ad esserci le prime aperture che lasciano spazio
ad una dimensione personale e che non imbriglia in uno stile obbligato,
che potrebbe nascondere le pulsioni più intime del soggetto scrivente.
Se si analizza la
scrittura di Leonardo da Vinci si coglierà, pur nella sua personalissima
stesura speculare, una evidente traccia leggera con alleggerimenti
scrittori più intensi, che ci fanno immediatamente affermare che trattasi
di un soggetto fortemente emotivo, con energia vitale variabile.
L’emotività di Leonardo testata dalla scrittura si evidenzia ancor di
più nella sua opera pittorica. Egli è l’inventore dello sfumato: i
passaggi dallo scuro al chiaro, su qualsiasi colore li si effettui, sono
realizzati con un mezzo tono, passaggio particolarmente morbido e
sfumato proprio di chi interiormente è molto sensibile ed emotivo. Del
resto, colui che è assai emotivo, spesso, per una insicurezza e sfiducia
nelle sue capacità, non riesce a portare a termine i progetti
intrapresi. È noto che furono moltissime le indagini scientifiche
iniziate e non concluse e le intuizioni importantissime vissute da
Leonardo in tutti i campi dello scibile umano e non tradotte in
concreto. Nella sostanza poi egli prediligeva la pittura che è un mezzo
di espressione meno forte della scultura. Nella scultura, infatti, vi è
necessità di una maggior forza fisica, ma anche psichica che, date le sue
problematiche personali, Leonardo non poteva possedere.
Osservando la
produzione pittorica e scultorea di Michelangelo, possiamo rilevare una
notevole forza aggressiva sia nel segno che nel colore, un’energia
vitale forte e sanguigna, durevole nel tempo, che hanno determinato in
pittura immagini paradossalmente scultoree e forti e in scultura il
massimo di vigore e di vitalità. Osservando la scrittura di
Michelangelo, si evincono tratti decisi e forti con inchiostrazione
abbondante, una concretezza di segno che non conosce incertezze e
cedimenti emotivi e che rifiuta ogni interferenza esterna.
La nostra indagine
potrebbe continuare sino ai giorni nostri e potremmo individuare sia
nella scrittura sia nella pittura degli artisti l’espressione più
completa della loro personalità specifica inserite in un contesto
storico sociale che costituisce, inevitabilmente, la tela su cui si
stendono le pennellate dell’inconscio personale e collettivo della
storia dell’uomo.
Prof.ssa Cimini Maria Lilla
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Ultimo aggiornamento: 06-01-2006 |